BIODIVERSITà

Il termine biodiversità, nella sua accezione più comune, indica la varietà degli organismi viventi in un determinato territorio. Fino ad oggi sulla terra sono state catalogate circa due milioni di specie, ma i naturalisti stimano che il numero totale di specie sia almeno dieci milioni, tre quarti delle quali concentrate nelle foreste pluviali tropicali. Botanici e zoologi descrivono ogni anno numerose specie nuove per la scienza, ma la distruzione delle foreste tropicali al ritmo di 100.000 kmq all’anno determina l’estinzione di migliaia di specie ogni anno. Per questo la perdita di biodiversità è una delle maggiori emergenze ambientali del nostro tempo.

 

Nel 2004, presso il Museo di Storia Naturale di Verona, è stata fondata la World Biodiversity Association onlus, un’organizzazione no-profit con due mission principali: “Discovering Biodiversity”, scoprire la biodiversità, attraverso spedizioni naturalistiche negli hot-spots di biodiversità del mondo, e “Conservation by Education”, per educare, soprattutto le nuove generazioni, alla conservazione della natura. WBA ha un Comitato Scientifico internazionale e promuove azioni di responsabilità ambientale tra le imprese, per indirizzare il mondo produttivo verso una prospettiva di sostenibilità. Per questo, nel 2010 (proclamato dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale della Biodiversità”) WBA ha proposto Biodiversity Friend la prima certificazione per valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura. Si tratta di un protocollo per le aziende agricole che si impegnano nella conservazione della diversità biologica del loro territorio. Lo standard valuta, in particolare, le seguenti azioni:

 

  • metodi di controllo di parassiti e infestanti
  • metodi di ricostituzione della fertilità dei suoli
  • gestione razionale delle risorse idriche
  • presenza in azienda di siepi e boschi
  • presenza di specie nettarifere e superfici a prato
  • qualità di aria, acqua e suolo
  • conservazione della biodiversità agraria
  • uso di energie rinnovabili
  • limitata produzione e stoccaggio di CO2
  • interventi per favorire la biodiversità in azienda.

 

Alcuni organismi, definiti indicatori biologici, sono particolarmente adatti come “spie del degrado ambientale” e possono essere utilizzati nella valutazione della qualità di suolo, aria e acqua anche negli ambienti agrari. La valutazione della qualità ambientale degli agrosistemi viene realizzata attraverso il calcolo dell’Indice di Biodiversità del Suolo (IBS-bf), dell’Indice di Biodiversità dell’Acqua (IBA-bf) e dell’Indice di Biodiversità Lichenica per quel che riguarda l’aria.