Oggi si campiona… le ciliegie di Marostica! (Parte 2)

Nell’ultimo post vi ho parlato della pianificazione e delle raccolta delle ciliegie; oggi passiamo alla preparazione del materiale e alle analisi...

Questa parte consiste nella lavorazione del materiale campionato per poterlo poi conservare nel tempo in speciali congelatori a -80°C, temperatura alla quale quasi tutte le reazioni chimiche, enzimatiche e non, sono arrestate o enormemente rallentate. Immaginate, a questo punto, di congelare circa 300 pesche e di metterle tutte in un congelatore. Fatto? Bene, adesso moltiplicate questa immagine per altre 50 volte… forse, non è poi così pratico conservare tutto quel materiale, a meno che non si sia proprietari di una mega-cella freezer, che però costerebbe moltissimo in termini di spazio e consumo di energia.

Quello che in realtà facciamo è “tassellare” i frutti, recuperando e conservando solo una parte molto piccola, ma rappresentativa di ciascun frutto. Nel caso di piccoli frutti quali la ciliegia, io, Stefano e Alessandra abbiamo denocciolato e tagliato i frutti in quattro spicchi, due dei quali sono stati versati nei due becker (quelli sopra il bancone, ricordate?) contenenti azoto liquido il quale, ad una temperatura di -196°C, congela istantaneamente i campioni. Ripetendo la procedura con 100 frutti e per tre volte, sono state create tre differenti repliche di 100 spicchi di ciliegie ciascuna, in duplicato, pronte per essere macinate e ridotte in polvere, la quale verrà utilizzata infine per l’estrazione dei metaboliti e la loro analisi.

In parallelo, Martino ha effettuato la quantificazione di vitamina C su altri 30 frutti, mentre Stefania e Flavia-2 si sono avvicendate per effettuare le analisi agronomiche. Queste consistevano nella rilevazione del peso del frutto, della sua durezza, del grado Brix (che dipende dagli zuccheri solubili del campione) e del pH, al fine di fornire un’indicazione sul livello generale di maturazione dei frutti raccolti.

Che dire di più? Le giornate di campionamento sono intense, ma allo stesso tempo stupende, intrise del sapore della natura, del territorio, e della conoscenza delle persone che coltivano, con il sudore e una passione unica, la propria terra.

Alla prossima,

Mauro

Mauro Commisso

Mauro Commisso

Università di Verona

Post doc e assegnista di ricerca presso il laboratorio di Biologia Vegetale e Metabolomica coordinato dalla professoressa Flavia Guzzo. Il mio percorso formativo parte da un diploma all’istituto tecnico agrario, seguito dalla laurea triennale in Biotecnologie Agroindustriali e dalla laurea specialistica in Biotecnologie Agroindustriali, due anni dopo. Dopo i successivi tre anni di dottorato di ricerca in Biotecnologie Applicate, ho ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca e, da due anni, sono assegnista di ricerca. Amo molto ciò che faccio, ricerca, applicare la mente a nuove scoperte, e anche trasmettere il mio sapere agli altri.